Quando Este era crocevia del commercio

11390126_372296972964416_7034090430990737989_nQuello tra Este e l’acqua è un rapporto ricco di storia e di fascino, che affonda le proprie radici in un passato lontano. Ne abbiamo parlato con Giovanna Gambacurta, direttrice del Museo Nazionale Atestino.

“E’ l’Adige, intorno al XIII-XII secolo a. C, a determinare la nascita di Este. Il primo insediamento nasce a sud del fiume, nell’area oggi identificabile come Canevedo. In seguito questa posizione viene abbandonata, e a partire dal IX-VIII secolo a. C. la città si stabilisce nella posizione attuale: a nord dell’Adige, su un terrazzo fluviale rilevato che la mette al riparo dalle esondazioni. A delimitarla ci sono, poi, le colline, mentre al di là del fiume, a nord come a sud, si trovano solo le necropoli e i luoghi di culto.

L’Adige è un’importante via di comunicazione che rende Este uno snodo vitale: consente, infatti, di avere un collegamento fluviale verso est, (mare Adriatico), verso ovest (con la possibilità di arrivare a Mantova attraverso il Mincio) e verso nord (risalendo verso le Alpi). Per questo nel I millennio a. C. (Età del Ferro) la città è al centro di rilevanti traffici commerciali, legati soprattutto alle materie prime in arrivo da Nord, come il sale e i metalli, e alle merci provenienti dal mare. Anche in età romana Este resta un luogo fiorente, con i suoi templi, il suo foro e i suoi monumenti. Il declino comincia nell’Alto Medioevo, quando nel corso del VI sec. d.C. l’Adige devia la sua rotta verso Sud, andando progressivamente a collocarsi dove è oggi. In epoca rinascimentale e moderna, infine, Este vivrà una nuova fase di crescita economica anche grazie alle sue officine di ceramica.

Quanto all’origine del Bisatto, “va tenuto presente che l’Adige correva all’incirca dove oggi si trova la Padana Inferiore. E’ possibile, però, che avesse ramificazioni secondarie, una delle quali probabilmente svoltava verso nord, passando sotto i colli ed entrando a Este.”

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I misteri di “Ateste”

FullSizeRenderSe vi dicessi che Este una volta era un’isola, ci credereste? Strano da pensare, ma la vecchia Este era proprio racchiusa da più rami fluviali, il più importante fra questi era l’Adige. Così importante da dare il nome a quel piccolo villaggio, che poi diventerà un importante centro.

Ma quanto antica è “Ateste”? Quando si è insediato per la prima volta l’uomo in questa terra?

Quello che per noi oggi è un bel posto dove passeggiare lungo l’argine, cos’era per le antiche popolazioni Venete? Solo un corso d’acqua con cui irrigare i campi? Magari una barriera difensiva? O forse un limite dei confini tra le varie popolazioni?

Adesso ciò che rimane di quella fitta rete di fiumi e canali sono case e campi. E se dove oggi noi abitassimo, una volta i nostri precedenti “concittadini” avessero combattuto una battaglia all’ultimo sangue? Se sotto casa vostra ci fosse stata una scuderia, o una stalla? Magari un santuario? Forse proprio per la vostra via passavano navi ricche di pietre o d’oro!

Una cosa è sicura, l’acqua recitava un ruolo da protagonista nella vita di tutti. Vi siete mai chiesti in cosa credessero nel II millennio a. C. ? Probabilmente praticavano un culto pagano, molto legato alla Natura, magari all’Adige stesso. Chissà quanti riti religiosi sono stati celebrati proprio vicino a quei corsi d’acqua! Magari il fiume stesso era un passaggio verso le necropoli…

“WaterCity ESTE- La città e l’acqua”, dal 6 giugno al 26 luglio, cercherà di svelare i misteri più affascinanti di “Ateste”.

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Pietro Zangrossi