Verum Ipsum Factum

Intervento di Toni Zogno all’inaugurazione della mostra “WaterCity_la città e
l’acqua” all”Ex-Pescheria, 13/06/2015 *

Verum ipsum factum

Nella bella porta d’ingresso dello IUAV, ai Tolentini, Carlo Scarpa ha voluto imprimere il motto vichiano: VERUM IPSUM FACTUM ovvero, “la verità è nello stesso fare”, dove i termini latini VERUM e FACTUM sono usati scambievolmente, o meglio – come si insegnava a scuola – si “convertono l’uno con l’altro”.
Come per Giambattista Vico, anche per l’architetto veneziano la ricerca del vero si identificava col fare, e in quel “fare” è contenuto il pensare – imprescindibile per lo sviluppo qualsiasi idea o progetto – che è proprio della mente umana.

La premessa motiva la scelta de La Medusa di sostenere Water City, condividendo il pensiero che WC fosse un’opportunità per i giovani “under 35” della città di Este di conoscere la storia di questo territorio e delle sue trasformazioni, lette attraverso l’acqua e il paesaggio che essa ha così fortemente connotato.

Questo pensiero si è concretizzato in un progetto – impegnativo e sicuramente imperfetto – che in questi giorni e fino alla fine di luglio trova realizzazione in una serie di iniziative, compresa questa mostra, che interessano teatro, musica, cinema, fotografia, installazioni, archeologia, architettura, itinerari e percorsi guidati ed altro ancora.

Costruendo il progetto, col fare stiamo tutti imparando un sacco di cose; ad esempio:

1 – questa mostra mette assieme più gruppi di lavoro e diverse competenze, con l’intenzione dichiarata di “cucire” tra loro le molte informazioni che solitamente rimangono confinate negli ambiti specifici (archeologia, urbanistica, architettura, ricerca storica, fotografia, comunicazione, ecc.);

2 – il “sapere” è importante, ma è altrettanto importante condividere e trasmettere quello che si conosce, consentendo a tutti di sviluppare una visione più ampia e cosciente di ciò che abbiamo ricevuto in eredità, della realtà in cui viviamo e, in definitiva, del futuro che stiamo costruendo (o forse distruggendo…);

3 – se mostriamo curiosità, interesse e passione per ciò che facciamo, abbiamo sempre e comunque da imparare: non si è architetto o artista, si può solo imparare a diventarlo, a 20 anni come a 70, con un salutare esercizio di onestà intellettuale; il concetto è ripreso da K. Marx: “… non esistono pittori, ma tutt’al più uomini che, tra l’altro, dipingono anche.”

4 – internet e social network sono strumenti importanti, ma sempre strumenti restano: solo se sono riempiti di contenuti riescono a comunicare idee e progetti di una qualche utilità per la comunità della rete; altrimenti rimangono luoghi (virtuali) di rappresentazione (soggettiva) della propria individualità e di scambio (improduttivo) di chiacchere.

L’esperienza di WC (e qui parlo a nome dei coordinatori del progetto) è un cantiere aperto che abbiamo fin dall’inizio concepito come un’esperienza “collettiva”.

Questa mostra è per l’appunto il risultato del lavoro comune di un gruppo di giovani: lavoro che, confidando nella comprensione di storici e studiosi, non ha alcuna pretesa di esaustività o di completezza: è un “work in progress” aperto al contributo dei visitatori.

In mostra troverete dei fogli bianchi in cui lasciare commenti, suggerimenti e critiche e la disponibilità dei giovani che l’hanno realizzata a raccogliere indicazioni e materiali per migliorarla.

Troverete anche una prima imperfetta bozza della video-animazione – anch’essa “in progress” – che per la prima volta tenta di rendere visibili le trasformazioni di Este, dalle origini ad oggi, in maniera dinamica.

Per finire, approfittando della presenza di alcuni dei nostri “Amministratori della Cosa Pubblica” e provando a chiederci quali potrebbero essere gli sviluppi del Progetto WC, ci permettiamo di sognare, stando un po’ coi piedi per terra:

A – sarebbe importante che il Canale di Este, ora del tutto ignorato dagli strumenti di programmazione urbanistica, fosse finalmente considerato un elemento fondamentale per la riqualificazione della nostra città; non servono risorse economiche ma visioni progettuali di più ampio respiro e di maggiore qualità, oltre che più convinte scelte politiche;

B – invece che essere disegnata da strade, incroci, rotonde, semafori, parcheggi, lottizzazioni, concentrazioni di case e capannoni; disseminata di cartelli segnaletici e pubblicitari, congestionata dal traffico, abbruttita da un’edilizia avida e di bassa qualità, questa città potrebbe trovare la sua dimensione più “umana” in un progetto di fruibilità del Bisatto che è, senza tema di smentita, uno dei suoi segni fondanti; certo, servono risorse, ma in parte si possono dirottare in questa direzione e in parte ricercare tra i fondi messi a disposizione dai bandi;

C – sarebbe bello che lo straordinario patrimonio di giacimenti archeologici sepolti nel nostro territorio fosse messo a sistema e reso fruibile; per non parlare del ruolo che un museo così legato al territorio come il Museo Nazionale Atestino potrebbe avere anche per l’economia della nostra città;

D – attendismo e immobilismo – per di più conditi da lamentazione e critica sistematica dell’operato altrui – sono gli sport cittadini più praticati: sarebbe bello se fossero sostituiti da un atteggiamento più propositivo e da un impegno più concreto e costruttivo.

A ben guardare, i ragazzi del progetto WC tutto questo lo hanno cominciato a fare, partendo dal recupero delle loro e nostre radici.Non credo che possiamo voltargli le spalle, come per troppi anni ha fatto questa città col suo canale, ma piuttosto adoperarci per offrire anche alle nuove
generazioni la possibilità di immaginare e costruire il loro futuro.

Impegnandoci tutti, noi per primi, a realizzare una città migliore …

Cinzia Tagliaferro, Enrico Fontana, Giorgio Gaino, Toni Zogno

* La mostra all’Ex Pescheria è stata realizzata da:

– Elisa Dalla Longa, Chiara Maratini, Ilaria Pantano (archeologia);

– Angelo Armonici, Arianna Ferraretto, Elena Sinigaglia, Thomas Tosato, Michele Vangelista (fotografia)

– Luca Canevarolo, Gianmarco Ferrarese, Mattia Paluan, Elena Rota (IUAV, architettura e urbanistica)

– Sara Bertoldo, Gioia Borsatto, Lara Cusin, Chiara Silvestri, Riccardo Visentin (IUAV, design ed elaborazione multimediale)

La mostra rimarrà aperta fino al 26 luglio con i seguenti orari: venerdì, sabato e
domenica dalle 17,30 alle 20,00. In occasione delle Notti Bianche, a luglio rimarrà
aperta anche al giovedì dalle 21,00 alle 23,00.

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